Capri. The Diefenbach Chronicles.
(2013)
Il pittore neoromantico Karl Wilhelm Diefenbach trascorre a Capri gli ultimi anni della sua vita. Vi giunge dopo un infinito pellegrinare che lo porta da Berlino al Cairo, da Trieste a Vienna. Diefenbach fu un pioniere del nudismo, un riformatore sociale, un pacifista ed un utopista, morì a Capri nel Dicembre del 1913, nell’arco della sua vita attraversò l’intero processo riformatore dei grandi imperi europei fino ai prodromi della prima guerra mondiale.
Il progetto Capri. The Diefenbach Chronicles, compara le condizioni del fare arte in Europa ad un secolo di distanza, partendo dal principio che esistano alcuni fenomeni paralleli tra le crisi europee di fine ottocento e fine novecento. Il crollo dei grandi stati di allora e la condizione post-occidentale di oggi riflettono una massa critica della situazione europea con la quale gli artisti si confrontano.
The Diefenbach Chronicles è costituito da due corpi di lavoro. Un nucleo di undici fotografie di grande formato di paesaggi dell’isola di Capri (alcune delle quali sono riproduzioni di dettagli delle tele di Diefenbach custodite presso la pinacoteca della Certosa di Capri) ed un nucleo di sette frasi estrapolate da altrettanti testi di saggistica, narrativa, filosofia e politica contemporanea. Le opere fotografiche riproducono paesaggi immoti, silenziosi, apparentemente privi di segni di antropizzazione. Capri appare in queste fotografie come un luogo originario dove forze ancestrali si manifestano incuranti delle vicende umane. Le rocce dure si contrappongono a mari lattiginosi simili ad un magma scaturito da un brodo primordiale. Sotto l’apparente quiete di questi paesaggi si percepisce una tensione, una energia latente pronta a deflagrare. I testi, periodi brevi sopravvissute ad una cancellazione della pagina ottenuta mediante la stesura di una china nera, sono apparentemente slegati tra loro ma riproducono nel loro insieme delle assonanze, un preludio ad un cambiamento apocalittico ed imminente. Si tratta di intuizioni e previsioni sul termine della cultura occidentale così come noi l’abbiamo vissuta, uno dei testi recita: “l’intera religione delle cose settentrionali era giunta al termine.”
The Diefenbach Chronicles, attraverso le opere fotografiche e le pagine dei manoscritti, riflette sul rito di passaggio che stiamo vivendo e sul ruolo dell’artista come testimone e attore di tale mutamento.
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